Primo Piano

Giornalisti minacciati in Calabria: presentata un’interrogazione al ministro Maroni

I deputati Franco Laratta, Paolo Gentiloni, Giuseppe Giulietti, Doris Lo Moro e Nicodemo Oliverio hanno presentato un'interrogazione urgente al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, per chiedere un suo intervento circa i giornalisti minacciati in Calabria.
''Sono 12 i cronisti minacciati - affermano - o avvertiti dalla mafia in Calabria dall'inizio dell'anno, 22 nel corso degli ultimi 30 mesi.  L'ultima intimidazione e' stata fatta a Lucio Musolino, della redazione reggina di Calabria Ora, al quale sabato scorso e' stata recapitata una tanica di benzina con un biglietto: 'Questa non e' per la tua macchina, ma per te. Smettila di continuare a scrivere di 'ndrangheta'.

Il no al bavaglio, solo un primo successo

Lo slittamento a settembre dell'esame della legge bavaglio è un primo, rilevante successo dei giornalisti italiani, del Parlamento e dei cittadini che rischiano di perdere il diritto a essere informati sulle malefatte delle cricche politico-affaristiche.
Non bisogna tuttavia abbassare la guardia - sostiene il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Giancarlo Ghirra - perché in autunno i tentativi di imporre divieti autoritari alla libertà di stampa torneranno prepotentemente alla carica. Occorre prepararsi a nuove mobilitazioni dei giornalisti e dei cittadini e puntare con forza alla ritrovata centralità di un Parlamento capace di analizzare e riflettere a fondo quando sono in gioco interessi vitali della democrazia.

Verdini/Il dovere dei giornalisti è porre domande

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Odg, Enzo Iacopino, ha così commentato quanto accaduto in occasione della conferenza stampa dell’on. Denis Verdini:
 
“I giornalisti fanno i giornalisti: pongono domande alle quali è possibile non rispondere. Lo si può fare in maniera elegante, con un semplice “no comment”, o perfino con un fiume di parole che non dicono un bel nulla. Questa seconda è l’opzione di solito preferita dai politici italiani, quando i quesiti posti creano loro un qualche disagio.
Ciò che è inaccettabile è l’aggressione, sia pure verbale, o l’ironia su presenze o assenze alle conferenze stampa. Personalmente ho apprezzato il fatto che l’onorevole Denis Verdini (nella foto) si sia offerto, con una lunghissima introduzione, alle domande dei giornalisti e considero qualche sua intemperanza verbale superata dalle sue scuse per aver “risposto in modo che non trovate corretto”.

INTERCETTAZIONI/ Napolitano: il valore delle libertà

''Occorre definire il miglior bilanciamento possibile tra i valori e diritti, tutti ugualmente riconosciuti in Costituzione. Questo e' stato lo sforzo compiuto e ancora in atto a proposito della legge in materia di intercettazioni e non si può che apprezzarlo dandone merito alla dialettica parlamentare'': è il riconoscimento che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fa durante la cerimonia del Ventaglio all'iter sul ddl intercettazioni.
''Non deve dunque stupire – ha affermato Napolitano - che la definizione di una nuova legge in materia di intercettazioni, da lungo attesa, abbia richiesto un tempo non breve e un percorso faticoso, potremmo dire 'per approssimazioni successive' ''.