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INTERCETTAZIONI/un mese di carcere poca cosa per i malfattori non per le persone perbene

La decisione della maggioranza di ritirare l’emendamento che prevedeva il raddoppio delle pene detentive e pecuniarie per i giornalisti che rendono pubblici i particolari di inchieste di interesse sociale non è la risposta alle quale i cittadini hanno diritto. I cittadini, non i giornalisti, perché sono loro – i cittadini-elettori – che hanno il diritto di sapere per capire, decidere e scegliere in maniera consapevole e responsabile. E’ assurdo ritenere che un mese di carcere sia una sciocchezza. E’ incredibile ritenere poca cosa sanzioni pecuniarie che vanno da 5 a 10 mila euro.

“Smascheriamo gli editori”: trasmessa alla magistratura l’inchiesta dell’Ordine su quanto vengono pagati i giornalisti

I “dati della vergogna” sono stati trasmessi a tutte le Procure generali della Repubblica perché valutino se nelle situazioni emerse siano configurabili ipotesi di reato. Lo ha deciso il comitato esecutivo dell’Ordine dei giornalisti, dopo l’incontro con il ministro Giorgia Meloni e con i parlamentari Antonio Borghesi, Elio Lannutti, Silvano Moffa e Vincenzo Vita. I parlamentari hanno annunciato che predisporranno una proposta di legge finalizzata a condizionare l’erogazione delle provvidenze a vario titolo concesse dallo Stato agli editori al rispetto del lavoro dei giornalisti.

“Smascheriamo gli editori”/ Una legge toglierà le provvidenze a chi sfrutta i giornalisti

Un bollino blu” per dire all’opinione pubblica che quelle testate rispettano il lavoro dei giornalisti. E’ la proposta che Giorgia Meloni, ministro per la Gioventù, ha lanciato nella sede dell’Ordine nazionale in occasione della presentazione della ricerca “smascheriamo gli editori”, conclusione di un precedente studio messo a punto dal gruppo dei free lance nell’aprile del 2009.
L’impegno assunto dai parlamentari partecipanti all’incontro (Antonio Borghesi, Elio Lannutti, Silvano Moffa, Vincenzo Vita) è quello di mettere a punto una proposta di legge che “ponga come condizione sine qua non per l’elargizione di provvidenze all’editoria il rispetto del lavoro dei giornalisti”.
Il quadro che emerge dalla ricerca – alla quale hanno collaborato centinaia di giornalisti professionisti – fa apparire una situazione di sfruttamento che, secondo Lannutti, va denunciata con vigore, valutando anche se promuovere “campagne di boicottaggio” delle testate che compensano con pochi spiccioli i collaboratori. Lannutti ha messo l’accento sul ruolo di “ammortizzatore sociale” che svolgono le famiglie, costrette di fatto ad intervenire in aiuto degli editori che retribuiscono i loro figli con somme irrisorie.

“SMASCHERIAMO GLI EDITORI”: martedì 18 verrà presentata la ricerca dell’Ordine su quanto vengono pagati i free lance

Quanto paga Il Foglio i suoi collaboratori? Quanto Il Giorno? E quanto la Nazione, Il Giornale di Sicilia, il Gazzettino, la Sicilia, La Gazzetta di Parma, Il Piccolo, Il Mattino, Il Quotidiano della Calabria, Il Riformista, la Repubblica, il Corriere Fiorentino e così via seguitando?
Casi concreti, non parole, non denunce generiche. Uno spaccato che dovrebbe imporre a molti editori di vergognarsi quando parlano della necessità che l’informazione abbia una qualità migliore. C’è chi paga 21 centesimi di euro per ogni due righe da 58 battute l’una. E chi corrisponde 2,58 euro per un articolo quale che sia la lunghezza. Senza contare chi, superato un certo “tetto” gli articoli non li paga nulla. E chi decreta una riduzione dei compensi con effetto retroattivo. Ovviamente, i compensi sono tutti comprensivi di tasse e pagati in qualche caso anche con 360 giorni di ritardo!