Nel corso di una conferenza stampa, promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, sono stati presentati oggi a Roma dal direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento i risultati dell’indagine sui giovani e l’informazione in Italia.

Il focus sul rapporto tra nuove generazioni e media nel nostro Paese costituisce una delle iniziative volute dall’Ordine dei Giornalisti in occasione del Premio Mario e Giuseppe Francese, in programma il 26 gennaio a Palermo, nel quarantennale dell’uccisione del giornalista Mario Francese. Alla conferenza stampa hanno preso parte il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, il presidente dell’Odg Sicilia Giulio Francese e i componenti della commissione del Premio.

“La ricerca di Demopolis mostra come i giovani siano interessati al giornalismo e alla sua funzione  fondamentale per una corretta informazione dei cittadini, con particolare riferimento al giornalismo di inchiesta. – lo afferma Carlo Verna, presidente del Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei Giornalisti – E’ un dato che ci  conforta in questa fase in cui abbondano fake news, linguaggi di odio soprattutto via web e dove si cerca di  neutralizzare la funzione del giornalismo come “cane da guardia” della democrazia. Ritengo che compito essenziale dei  giornalisti  sia e resti quello di raccontare i fatti senza non fare sconti a nessuno, a nessun governo ( di qualsiasi colore) a nessun potere (comprese le grandi piattaforme di internet).”

Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati gli assegnatari del premio Francese:
A Lucia Goracci il premio Mario Francese;
A Paolo Borrometi il premio Giuseppe Francese
A Alessandro Bozzo il premio Giuseppe Francese alla memoria

ABSTRACT DEI RISULTATI PER LA STAMPA

Il 95% degli under 30 italiani fruisce quotidianamente della Rete. E il 60% è di fatto sempre connesso ad Internet. È il dato di partenza che emerge dall’indagine sui giovani e l’informazione in Italia, realizzata dall’Istituto Demopolis per l’Ordine dei Giornalisti, in occasione del Premio Mario e Giuseppe Francese. L’indagine ha analizzato le variabili che orientano la dieta informativa dei giovani italiani tra i 18 e i 29 anni, focalizzando gli strumenti impiegati nel vissuto quotidiano per l’informazione, il multi-tasking e le aree tematiche di maggiore interesse per le nuove generazioni.

“La centralità delle Rete – ha spiegato il direttore di Demopolis Pietro Vento – incide in modo significativo sulle modalità di informazione delle nuove generazioni: il 75% entra in contatto con l’attualità attraverso siti web, portali e testate online. Considerato il contesto, i telegiornali, nazionali e locali, e i programma d’informazione in tv tengono le loro posizioni: li segue il 66% degli under 30. Sempre più centrale appare poi il ruolo di Facebook, Youtube e dei principali Social Network, vero e proprio incrocio di tutte le informazioni”.

Il trend 2009-2019, disegnato dall’Istituto Demopolis, racconta numericamente un cambio d’epoca: la fruizione dei TG e dei programmi d’informazione passa in 10 anni dal 76 al 66%, quella dei siti di informazione online dal 31 al 75%; cresce di quasi 50 punti, dal 15% al 63%, l’utilizzo dei Social quale strumento di informazione. È invece sempre più residuale, tra gli under 30, il peso della carta stampata: in pochi acquistano un giornale in edicola, anche se i quotidiani continuano ad essere letti, online, in tempo reale.

Dei media italiani, a quasi i 2/3 dei giovani intervistati, non piace la faziosità dell’informazione politica; il 56% stigmatizza la scarsa obiettività, il 48% la superficialità di molte notizie. I media tradizionali sono comunque percepiti dagli under 30 come più affidabili rispetto ai Social Network: una simbolica rivincita, in questo caso, per la stampa tradizionale.

Ma colpisce un altro dato nell’analisi Demopolis per l’Ordine dei Giornalisti: ad interessare di più chi ha meno di 30 anni sono per il 70% i fatti locali che avvengono nella propria città o regione. Ma anche, per i due terzi, l’informazione nazionale. Più bassa, poco sopra il 40 per cento, l’attenzione su quanto accade in Europa e nel resto del mondo.

Un altro dato appare estremamente significativo: il 73% dei giovani italiani riconosce oggi al giornalismo una funzione fondamentale o importante nel nostro Paese.

Dall’indagine emerge infine un risultato di particolare interesse. “Il 70% dei giovani – ha detto il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – si dichiara interessato al giornalismo d’inchiesta e di denuncia. Le nuove generazioni lo vorrebbero più presente sui media italiani: ed è un dato che assume particolare valore in una giornata che ricorda l’assassinio in Sicilia del giornalista Mario Francese nel gennaio di 40 anni fa”.

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