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Al via i lavori del Coordinamento per la sicurezza dei giornalisti

06/12/2017
Si è insediato questa mattina, in Viminale,il Centro di coordinamento delle attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul
fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.
Al tavolo, presieduto dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, hanno partecipato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, il presidente e il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna e Guido D'Ubaldo il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.
Il Centro di coordinamento per la sicurezza dei giornalisti, primo esempio in campo europeo, nasce con lo scopo di monitorare il fenomeno delle minacce ai cronisti e mettere a punto le necessarie misure di tutela, garantendo operatività immediata nei casi di minaccia, valutando  i singoli episodi e disponendo le adeguate misure di tutela a garanzia del diritto dei cittadini ad essere informati.
Nel corso della riunione sono stati anche analizzati gli ultimi dati relativi agli atti intimidatori contro gli operatori dell'informazione: sono 19 i dispositivi di protezione nei confronti di giornalisti e 167 le misure di vigilanza adottate a tutela di rappresentanti degli organi di informazione. 90 gli episodi di intimidazione registrati tra il 1  gennaio e il 31 ottobre 2017.
Successivamente  il Coordinamento degli enti della categoria (Ordine, Fnsi, Inpgi e Casagit)  è stato ricevuto a Palazzo Chigi dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.
Nel corso dell’incontro, in cui si è parlato principalmente di precariato e  minacce ai giornalisti, il presidente dell’Ordine nazionale Carlo Verna  ha puntato l’attenzione sulla necessità di definire dei criteri per ‘certificare’ lo status di giornalista minacciato. “Noi non siamo preposti a valutare la presunzione di reato.  Noi abbiamo il dovere di difendere la libertà di stampa e quindi dobbiamo tutelare il collega che dice di essere minacciato.  Sta a forze dell’ordine e magistratura valutare se la minaccia è reale”.
“Garantiremo la scorta mediatica – ha aggiunto il segretario D’Ubaldo - a chi si fa carico del diritto del cittadino ad essere informato”.
 

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