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Carta di Treviso: un laboratorio permanente per nuove strategie di tutela del minore

06/10/2010
Costruire un laboratorio permanente per studiare nuove strategie di tutela del minore, rese necessario dall’avvento dei moderni strumenti tecnologici che hanno delineato i nuovi, attuali scenari di comunicazione. Si è concluso con questo proposito il convegno “Sbatti il bimbo in prima pagina” che si è svolto in occasione del ventennale della Carta di Treviso nella stessa città dove il documento ha visto la luce il 5 ottobre 1990.
L’impegno è stato preso da Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, e Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, i due enti che firmarono il protocollo d’intesa insieme con Telefono Azzurro. A patto, però, che al futuro tavolo di discussione partecipino anche i giovani, presenti numerosi nell’Auditorium Sant’Artemio della nuova sede della Provincia, contribuendo con le loro opinioni e i loro consigli. I giovani, nella duplice veste di fruitori dei servizi, ma anche di soggetti di eventi mediatici, positivi o negativi che siano.
Non è stato facile far entrare la Carta di Treviso nel DNA dei giornalisti” ha ricordato Enzo Iacopino: “Sono trascorsi venti anni importanti e fruttuosi, ma ora dobbiamo trovare il coraggio di andare oltre. Ce lo impongono i profondi cambiamenti che hanno contraddistinto questo ventennio in campo comunicativo”. Dopo aver confermato la disponibilità del Consiglio nazionale dell’Ordine a lavorare sui nuovi obiettivi, Iacopino ha però ricordato che prima di ogni carta deontologica, in un giornalista conta il senso di responsabilità e il rispetto della persona.
La Carta va sicuramente aggiornata per affrontare adeguatamente le nuove sfide” ha confermato Roberto Natale ricordando che “uno dei meriti della Carta di Treviso è quello di aver fatto capire per la prima volta ai giornalisti che il diritto di informare è tanto più forte quanto più si incontra con il diritto dei cittadini di essere informati, perché una buona informazione crea cittadini più consapevoli”. Ma non solo: con la Carta di Treviso, ha ricordato Natale, per la prima volta i due organismi della stampa (Ordine e Federazione) sono usciti dai propri recinti aprendosi a un soggetto esterno, il Telefono Azzurro.
Ed è stato proprio il presidente della Onlus, Ernesto Caffo, poco prima a lanciare l’idea di un laboratorio di riflessione: “Youtube, facebook, internet, cellulari, play station, nuovi format televisivi, hanno rivoluzionato il modo in cui l’informazione influenza il bambino nei pensieri, nelle emozioni e nei comportamenti. Appaiono forti i segnali dell’ esigenza di proteggere i bambini dalle conseguenze di una non corretta informazione legata a questi nuovi mezzi”.
Cosimo Bruno, referente del Gruppo Informazione e Minori del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ha ricordato un’altra tappa importante della Carta di Treviso: il 10 dicembre 2009 una versione aggiornata e tradotta in cinque lingue è stata presentata al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, nel corso delle celebrazioni indette per il ventennale della “Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo”, con l’intento di renderla europea.
Il convegno è stato aperto da Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, che dal 1990 ad oggi è sempre stata al fianco dei giornalisti facendosi promotrice di numerose iniziative intese a favorire l’insorgere di una “Cultura dell’infanzia”. Tra queste, ha ricordato Paola Stefanelli, responsabile dell’Ufficio Progetti Speciali, il Progetto pluriennale interistituzionale “Carta di Treviso: Bambini, Informazione e Media” . Sono poi intervenuti il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto Gianluca Amadori e, in rappresentanza del Sindacato dei giornalisti del Veneto, Paolo Dal Ben.
Infine Antonello Francica, direttore della Nuova Venezia e Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici, hanno espresso le difficoltà e i dubbi che i giornalisti incontrano quotidianamente nelle redazioni quando si debbano raccontare storie in cui sono coinvolti i minori, senza venir meno all’obbligo di assicurare il diritto di informazione.
Nel corso della mattinata è stato proiettato il video “I cronisti e la bambina – Storia mediatica di Serena Cruz”, prodotto dal Master in giornalismo dell’Università di Torino (autori Bianca Mazzinghi, Leopoldo Papi, Laura Preite ed Emanuele Satolli), vincitore del concorso “Minori, l’informazione prima e dopo la Carta di Treviso”, indetto dall’Ordine nazionale e rivolto alle scuole di giornalismo riconosciute.
 
 
 

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