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Decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti

26/03/2010
La presentazione del "Decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti" ha fornito al Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti l'opportunità di esaminare la situazione di emergenza e grandissima crisi che riguarda il fotogiornalismo. I fotoreporter, espulsi dalle redazioni ormai da parecchi anni e divenuti nella generalità liberi professionisti, per vendere le loro foto debbono fare capo prevalentemente ad agenzie che non sono "agenzie giornalistiche", ma semplici distributori.
Le fotografie vengono trattate commercialmente come se fossero "merce comune" da remunerare il meno possibile, proveniente da qualsiasi fornitore, anziché componente fondamentale dell'informazione. Una logica incoraggiata dagli editori che ha finito con il limitare fortemente o negare del tutto la possibilità di scelta, in base a esigenze giornalistiche, da parte delle redazioni e degli stessi direttori dei giornali. La conseguenza di ciò è un progressivo decadimento dei criteri di scelta, che finiscono con il relegare la qualità dell'immagine in secondo piano. E per qualità non si intende soltanto l'estetica della fotografia, ma anche e soprattutto il lavoro di ricerca, di approfondimento e di "informazione visiva" che il fotogiornalista dovrebbe essere stimolato a produrre. In una situazione del genere potrebbe sembrare inopportuno approvare un "Decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti". Non è così: finalità del documento è garantire una libera e corretta informazione nel rispetto delle leggi e della dignità delle persone.
Il CNOG ritiene che l'affermazione di tali principi debba trovare riscontro puntuale nell'utilizzo delle immagini da parte di tutte le testate giornalistiche, il che consentirà fra l'altro di dare il giusto valore al lavoro dei professionisti che rispettano le regole deontologiche.
Esprimiamo piena solidarietà ai colleghi che stanno lottando per la difesa della professione e dei giusti riconoscimenti economici e morali. Nella complessità dei processi in atto, tecnologici e non solo, occorre individuare i percorsi attraverso i quali una professione essenziale possa continuare a svolgere il ruolo che le è proprio, difendendola dall'assalto indiscriminato del dilettantismo, dell'improvvisazione gratuita e dell'esercizio abusivo. Su questo fronte l'Ordine dei Giornalisti si impegna a sostenere le giuste ragioni dei foto giornalisti.
 
 
 
 
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