Del Boca e Iacopino: rottamiamo le leggi anti verità

05/10/2007

Il presidente del Consiglio dei ministri lamenta "mancanza di professionalità e appropriatezza" se in una trasmissione viene evocato il suo nome. Il ministro della Giustizia definisce i colleghi di Anno zero ''una setta che ritiene di poter sparare, ammazzare le persone o ferirle moralmente" concludendo che si tratta del "Ku Klux Klan dell'informazione italiana". Sarà davvero un gran giorno quello in cui i politici resisteranno alla tentazione di dare giudizi sommari sui giornalisti considerandoli i mali dei loro affanni. Meglio sarebbe non sottrarsi al confronto e rispondere in maniera chiara alle domanda di verità piena che viene non solo dai magistrati, ma ormai con sempre maggiore partecipazione dai cittadini.Il presidente dell’Ordine, Lorenzo Del Boca, e il segretario, Enzo Iacopino, hanno così commentato le dichiarazioni del presidente Romano Prodi e del ministro Clemente Mastella. Il titolare della Giustizia, per di più, usa parole che suonano minacciose nei confronti della maggioranza nel caso il Cda non normalizzasse Anno zero e altre trasmissioni del servizio pubblico. Questo non è l’esercizio del legittimo dovere di tutelare la propria onorabilità, ma il manifesto intento di usare il potere per mettere il bavaglio ai giornalisti. Un comportamento, peraltro, non nuovo perché vari provvedimenti, non ultimo quello sull’uso delle intercettazioni telefoniche regolarmente disposte e acquisite dai magistrati (non a caso chiamato legge Mastella), denunciano una volontà di impedire che i giornalisti disturbino il potente di turno. Invece di pensare a rottamare il Cda della Rai, forse sarebbe meglio, come priorità, rottamare il provvedimento sulle intercettazioni ed altre norme che comprimono il diritto dei cittadini ad avere una informazione completa e rispettosa della verità.