INTRODUZIONE: L’ART. 32

Gli esami di idoneità professionale per giornalisti per l’iscrizione nell’elenco dei professionisti sono regolati dall’art. 32 della legge 69/1963 sull’ordinamento della professione giornalistica,  modificato con l’introduzione, nella prova scritta, del personal computer, che ha sostituito la macchina per scrivere.

Art. 32. Prova di idoneità professionale

L’accertamento della idoneità professionale, di cui al precedente art. 29, consiste in una prova scritta e orale di tecnica e pratica del giornalismo, integrata dalla conoscenza delle norme giuridiche che hanno attinenza con la materia del giornalismo. L’esame dovrà sostenersi in Roma, innanzi ad una Commissione composta di sette membri, di cui cinque dovranno essere nominati dal Consiglio nazionale dell’Ordine fra i giornalisti professionisti iscritti da non meno di 10 anni. Gli altri due membri saranno nominati dal Presidente della Corte di Appello di Roma, scelti l’uno tra i magistrati di Tribunale e l’altro tra i magistrati di Appello; quest’ultimo assumerà le funzioni di presidente della Commissione di esame.

Le modalità di svolgimento dell’esame, da effettuarsi in almeno due sessioni annuali, saranno determinate dal Regolamento.

Per lo svolgimento della prova scritta è consentito l’utilizzo di elaboratori elettronici (personal computer) cui sia inibito l’accesso alla memoria secondo le modalità tecniche indicate dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, sentito il Ministero della giustizia” – comma aggiunto all’art. 32 dall’art. 1 della legge 16 gennaio 2008 n. 16.

Inoltre il Regolamento per l’esecuzione della legge 3 febbraio 1963 n. 69 (DPR 115/1965 e ss.mm.ii) detta la normativa sugli esami a partire dall’art. 44 e segg. (vedi sezione norme).

In questa stessa sezione ”esami” è possibile trovare informazioni su: la prova scritta, la prova orale, i criteri di valutazione, la commissione esami, le modalità e le date di esame, nonché notizie varie sulle singole sessioni.

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LA PROVE SCRITTA

La prova scritta prevista dall’art.32, primo comma, della legge, consiste:

1) nello svolgimento di una prova di sintesi di un articolo o di un altro testo scelto dal candidato tra quelli forniti dalla commissione in un massimo di 1800 caratteri compresi gli spazi;
2) nello svolgimento di una prova di attualità e di cultura politico-economico-sociale riguardante l’esercizio della professione mediante questionari articolati in domande cui il candidato è tenuto a rispondere per iscritto;
3) nella redazione di un articolo su argomenti di attualità scelti dal candidato tra quelli, in numero non inferiore a sei (interni, esteri, economia-sindacato, cronaca, sport, cultura-spettacolo) proposti dalla commissione, anche sulla base dell’eventuale documentazione dalla stessa fornita. Tale articolo non deve superare i 2.700 caratteri compresi gli spazi.

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La prova orale

La prova orale consiste in un colloquio diretto ad accertare la conoscenza dei principi dell’etica professionale, delle norme giuridiche attinenti al giornalismo e specificatamente delle tecniche e pratiche inerenti all’esercizio della professione.
In particolare è richiesta la conoscenza delle seguenti materie:

a) elementi di storia del giornalismo;

b) elementi di sociologia e di psicologia dell’opinione pubblica;

c) tecnica e pratica del giornalismo: elementi teorici fondamentali; esercitazione di pratica giornalistica;

d) norme giuridiche attinenti al giornalismo: elementi di diritto pubblico; ordinamento giuridico della professione di giornalista e norme contrattuali e previdenziali; norme amministrative e penali concernenti la stampa; elementi di legislazione sul diritto di autore;

e) etica professionale;

f) i media nel sistema economico italiano;

Lo svolgimento della prova orale comprende anche la discussione di un argomento di attualità, liberamente scelto dal candidato e anticipato in forma scritta con una tesina, nel settore della politica interna, della politica estera, dell’economia, del costume, dell’arte, dello spettacolo, dello sport, della moda o in qualsiasi altro campo specifico nel quale egli abbia acquisito una particolare conoscenza professionale durante il praticantato. Analoga scelta può essere compiuta dal candidato nella materia delle norme giuridiche attinenti al giornalismo.

Tale discussione avrà inizio con la illustrazione da parte di un membro della commissione della tesina consistente in un articolo (al massimo 5500/6000 battute) che deve pervenire, almeno tre giorni prima della data della sua convocazione per la prova orale, alla Segreteria della Commissione – presso il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in Roma, 00185, Via Sommacampagna n. 19 – via PEC (esami@pec.cnog.it), o per raccomandata a/r, oppure consegnandola direttamente agli uffici.

Il colloquio ha la finalità sia di mettere il candidato a suo completo agio sia di valutarne le capacità di ricerca e di indagine, di attitudine alla inchiesta e di acume critico, di discernimento e di sintesi.

A conclusione della prova orale, il presidente comunica al candidato il giudizio della commissione sulla prova scritta e, a richiesta del candidato, gli mostra l’elaborato sottolineandone, in breve, i limiti e/o i pregi e/o fornendo eventuali chiarimenti.

(Art. 44, comma 2, D.P.R. 4.2.1965 e successive modifiche)

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Criteri di valutazione

Criteri per la valutazione e la votazione della prova scritta:
La Commissione, presa visione del regolamento delle prove, dopo ampia discussione, delibera di adottare i seguenti criteri per quanto riguarda la correzione degli elaborati:
a) giudizio di inidoneità nel caso di elaborati i quali presentino gravi insufficienze sintattiche e grammaticali;
b) valutazione globale delle tre prove, in modo che dal giudizio finale sui compiti emerga una valutazione complessiva del candidato; soprattutto dal punto di vista professionale giornalistico;
c) possibilità di compensazione tra le tre prove, al fine di raggiungere ove possibile un giudizio complessivo di sufficienza;
d) valutazione finale collegiale da parte dell’intera Commissione degli elaborati che presentino margini di incertezza;
e) affidamento al Presidente della Commissione del compito, peraltro rientrante nei suoi poteri istituzionali, di assicurare la uniformità dei giudizi tra Commissione generale e Sottocommissione;
f) la correzione degli elaborati inizierà con il compito (articolo); seguirà la prova di sintesi e, per ultimo, la prova dei questionari.
Conclusivamente l’esame degli elaborati deve avvenire con riferimento esclusivo ai seguenti elementi di giudizio:
a) FORMA
b) CHIAREZZA, VIGORE E OBIETTIVITA’
c) STRUTTURA E PROPORZIONE TRA LE PARTI
d) CONTENUTO
e) STILE

Parametri in sessantesimi – espressione del giuidizo con riferitmento ai valori numerici:

INSUFFICIENTE
SUFFICIENTE 36 – 40.99
DISCRETO 41 – 45.99
BUONO 46 – 52.99
DISTINTO 53 – 56.99
OTTIMO 57 – 58.99
ECCELLENTE 59 – 60

Criteri per lo svolgimento dell’esame orale:
a) L’esame non può avere una durata inferiore ai dieci minuti, né superiore ai quaranta.
b) Le interrogazioni devono rigorosamente riferirsi alle materie di esame, analiticamente specificate nel vigente programma, con eventuali approfondimenti degli argomenti trattati nelle prove scritte.
c) Solo quando il candidato appare molto emozionato e nervoso, è consentito avviare con lui un discorso generico, su qualsiasi argomento, che valga a favorirne la distensione e a fargli ritrovare la padronanza di sé.
d) Ogni commissario è in possesso della propria scheda di valutazione, sulla quale si trovano i risultati delle prove scritte. Su tale scheda il commissario riporta la valutazione dell’orale che va sommata a quella degli scritti.
e) Su ogni materia di esame o su ogni gruppo di argomenti che attengono alla stessa materia, deve procedere all’interrogazione – di massima – solo il commissario di volta in volta designato dal Presidente.
f) Il Presidente può disporre che sulla stessa materia o sul gruppo di argomenti attinenti alla stessa materia, il candidato sia nuovamente interrogato dallo stesso commissario che lo ha già esaminato, e può egli stesso nuovamente interrogarlo, allo scopo di accertare se il risultato raggiunto dallo stesso sia realmente rivelatore del suo grado di preparazione.
g) Quando il giudizio sull’esame del candidato è incerto in tutte la materie, la Commissione – dopo opportuna discussione – decide se dichiararlo idoneo o respingerlo. A tal fine conto di tutti i possibili elementi di valutazione, ed in particolare di quelli che attengono precipuamente alle tipiche qualità del giornalista. A parità dei voti dei Commissari, prevale come norma generale quello del Presidente.

COMMISSIONE ESAMI

La commissione di esami è composta da due magistrati, designati dal presidente della Corte d’appello di Roma, e da cinque giornalisti professionisti, iscritti nel relativo elenco da non meno di dieci anni, non facenti parte del Consiglio nazionale o di Consigli regionali, dei quali almeno quattro esercitino la propria attività presso quotidiani, periodici, agenzie di stampa e presso un servizio giornalistico radiotelevisivo, in ragione di uno per ciascuno di detti settori di attività. Il segretario della commissione è scelto tra professionisti iscritti nel relativo elenco da almeno cinque anni.
Sono nominati dei componenti supplenti in numero eguale a quello degli effettivi.
All’inizio di ogni anno i Consigli regionali segnalano al Consiglio nazionale l’elenco dei giornalisti professionisti che abbiano dichiarato la disponibilità a far parte delle commissioni corredando ciascun nominativo di un breve curriculum professionale. La scelta dei commissari è fatta sulla base delle segnalazioni regionali e di quelle direttamente proposte dai consiglieri nazionali.
La commissione non può esaminare un numero di candidati superiore alle quattrocento unità. Qualora il numero dei candidati che abbiano espletato le prove scritte ecceda tale limite si provvede, prima dell’inizio della correzione degli elaborati, alla nomina di tante sottocommissioni quante ne occorrono per rispettare il limite anzidetto.
Ciascuna sottocommissione è composta da un numero di membri pari a quello della commissione principale ed aventi le stesse qualifiche ed è presieduta da un magistrato di Corte d’Appello (ferma restando la titolarità della presidenza dell’intera commissione esaminatrice in capo al presidente di quella principale al quale spetta anche la distribuzione dei candidati tra quest’ultima e le eventuali sottocommissioni).
Ciascun componente della commissione principale o di una sottocommissione può essere sostituito da altro componente che rivesta la stessa qualifica.
Nel caso di costituzione di sottocommissioni, il presidente titolare convoca, prima dell’inizio della correzione degli elaborati, la commissione in seduta plenaria, al fine di stabilire i criteri di massima da seguire nella valutazione dei candidati.
La segreteria del Consiglio nazionale espleta i lavori di segreteria della commissione esaminatrice.