(Tratto da "Giornalisti" Gennaio-Febbraio 2005)
Interventi legislativi per ampliare e rafforzare i livelli di protezione
sociale; un impegno forte per costringere gli editori - anche nel loro
interesse - a mettere a punto un quadro contrattuale (sul piano nazionale, ma
anche su quello territoriale o aziendale) più avanzato in termini di
reddito, di sicurezza del lavoro e diritti sindacali, di status
professionale; e, infine, una integrazione concreta e non solo simbolica
nelle strutture di rappresentanza, in tutti i livelli di articolazione, del
sindacato dei giornalisti.
Queste le linee di azione sul fronte del giornalismo freelance suggerite dal Dossier ''L' altra metà delle redazioni'', curato da Lsdi (Libertà di stampa/diritto all'informazione - www.lsdi.it), un gruppo di lavoro spontaneo nato nell'ambito della Fnsi con l'obiettivo di
(Tratto da "Giornalisti" Gennaio-Febbraio 2005)
"Di fronte alla situazione che il dossier Lsdi delinea e conferma il sindacato deve mettere da parte remore e timidezze ed essere più coraggioso". L'impegno è di Paolo Serventi Longhi, segretario nazionale della Fnsi. Più coraggioso nei confronti degli editori, preparandosi a una trattativa per il rinnovo del contratto che, oltre a migliorare tutele e garanzie per i giornalisti contrattualizzati, punti a raggiungere un quadro di diritti e di retribuzioni certe per i freelance. E più coraggioso anche al suo interno, aprendo concretamente le proprie strutture al lavoro autonomo e avviando forme sperimentali di rappresentanza dei freelance non solo simboliche.
