Autore:Antonio De Vito
Editore:Miraggi (2017), pag.187, Euro 14,00

Antonio De Vito, cronista giudiziario di “lungo corso”, non solo alla redazione torinese de “L’Unità” (fino al 1969), ma anche cronista e inviato a “La Stampa” (fino al 1994), ha riproposto in queste pagine, suoi vecchi resoconti e articoli sui processi in Corte d’Assise a Torino. Rileggiamo così quelli per l’assassinio di una gioielliera, per il vigile urbano che inseguì e uccise il ladro che aveva appena rubato l’auto del Sindaco, per l’uomo ucciso e rinchiuso a pezzi in una valigia. E non solo. C’è anche l’estradizione di un box made in Usa e due cronache sull’apertura degli anni giudiziari 1963 e 1965.
De Vito evidenzia, presentando il libro, che forse può essere utile gettare lo sguardo a quel vecchio mondo, racchiuso in lunghe colonne di piombo, ancora composte a mano in tipografia, dagli uomini in camice nero, precisi come chirurghi, pur se assordati dalle linotype e molto pazienti, sempre, con i giornalisti di serie A e con i semplici (e giovani) cronisti di quei mitici anni Sessanta.