Autore: Elide Giordani (a cura di)
Editore: Stampa in proprio (2017), pag.279

I figli che ricordano la propria madre, in un determinato momento del passato, riescono a concentrare le voci più intense della propria passione su particolari coinvolgenti che per altri, talvolta, non hanno particolare rilievo. Parlare della mamma, scrive nella prefazione Giordano Conti, Presidente degli Amici della Biblioteca Malatestiana, è un po’ come tornare indietro nel tempo, parlare della propria vita. Perché c’è lei, la mamma, all’inizio di tutto. È lei la protagonista dei nostri migliori anni, di una giovinezza vissuta sotto il suo sguardo protettivo e, se necessario, severo.
Questa antologia, curata con amore profondamente filiale dalla giornalista Elide Giordani, è un omaggio reso da scrittrici e scrittori, tutti “romagnoli doc”. Sono cinquantuno interventi, in prosa o in versi. A volte sono racconti autobiografici, altre volte sono storie verosimili o solo riflessioni sulla figura materna. Un esempio: l’emozionante racconto della Giordani (“La Sandrina”, sua madre), che scrive: “Conosco molto della sua vita fatta di lavoro, poi di allegria, in barba ai rovesci della vita, di coraggio, di indipendenza, difesa coi denti, nonostante il peso di tre figlie. Se n’è andata, vinta dalla vita, che le ha ucciso, prima di tutto, quello a cui non aveva mai rinunciato: la sua autonomia”. E sottolinea: “Avrei artigliato l’aria per trattenerla”.
Alla fine della lettura di queste pagine, è difficile indicare una testimonianza più di altre. Di certo, ciò che resta è che quella della mamma è “una voce che non tace”, anche se lei non c’è più; e che gli Autori lasciano al lettore un considerevole margine di riflessione per quanto non hanno potuto (o voluto) scrivere.
Nota: Il volume è stato realizzato per un progetto che concorrerà al restauro dei codici antichi della “Biblioteca Malatestiana” di Cesena (“Memoria del Mondo” dell’Unesco).