Consiglio di Stato: laurea solo opzionale

17/03/2006

La notizia è definitiva: la laurea non diventerà titolo di studio obbligatorio per i giornalisti professionisti. Lo ha deciso il Ministero della Ricerca e dell’Università, dopo aver esaminato il parere con cui il Consiglio di Stato ha escluso che l’innovazione potesse essere introdotta con un decreto ministeriale. Questo il comunicato del Comitato esecutivo dell’Ordine nazionale: «Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti denuncia il responso del Consiglio di Stato, che blocca la modernizzazione e la liberalizzazione meritocratica dell’accesso alla professione giornalistica mediante l’esclusivo percorso universitario.Il parere emesso dal Consiglio di Stato si configura di fatto come un sabotaggio del pluriennale lavoro di riforma, che attraverso un confronto intenso tra l’Ordine dei Giornalisti e il Sottosegretario del Miur senatore Maria Grazia Siliquini era approdato ad un testo incisivo e preciso riguardante la trasparenza del canale d’accesso alla professione, la riforma delle prove d’esame, e infine l’itinerario per dare piena dignità di professionisti a quanti lavorano da anni nel settore dei mass media in una zona grigia di precariato e di insufficiente riconoscimento professionale.Il Consiglio di Stato anziché valorizzare pienamente la direttiva comunitaria che già prevede la necessità della laurea per i giornalisti a livello europeo ha scelto invece un approccio che danneggia unicamente i giovani che si affacciano alla professione e che hanno diritto ad un superamento dell’attuale sistema di accesso diventato notoriamente una strettoia punitiva.Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti continuerà comunque il suo impegno per realizzare il suo progetto di riforma, condiviso unanimemente da tutti gli organismi di categoria, attraverso tutti gli strumenti a sua disposizione».