Autore: Maria Serena Palieri
Editore: Donzelli (2018), pag.VIII-248, Euro 25,00

Una storia poco nota, ma straordinaria, quella qui ricostruita, vissuta al Cairo, negli anni della Seconda guerra mondiale, da Fausta Cialente (1898-1994), una delle maggiori scrittrici/giornaliste italiane del  Novecento, vincitrice del Premio Strega (nel 1976, con “Le quattro ragazze Wieselberger”). Trasferitasi con il marito e la figlia in Egitto, nel 1940, divenne una voce importante dell’antifascismo, collaborando con la contropropaganda britannica. Lasciata la famiglia ad Alessandria, si trasferì nella metropoli cairota, città cosmopolita, capitale di uno Stato ufficialmente non in guerra, base importante per gli Alleati e rifugio per i fuoriusciti dai Paesi dell’Asse. In questo mondo, perfetto per operazioni di intelligence, Fausta Cialente imparò a muoversi con scioltezza. Dal 1941 al 1947, scrisse e coordinò una trasmissione per Radio Cairo, produsse materiali per i volantini della Raf, diresse un giornale. A sue spese, imparò a destreggiarsi fra le diverse anime della “Resistenza lontana” e a contrastare i tentativi di censura. Le difficoltà, confessò in seguito, svegliarono una personalità che non avrebbe mai supposto di poter avere, con tutta la malizia, la capacità d’intrigo e di aggressione che richiedevano la quotidiana difesa dell’indipendenza e della efficienza del suo operare. Il tutto annotato in un diario scritto a mano, in nove quaderni, oggi custoditi nel Centro manoscritti dell’Università di Pavia. In questi appunti, Maria Serena Palieri (giornalista e saggista) si è immersa, riproponendo quel periodo della vita della Cialente, tra biografia e storia.