E’ morto a Roma, al Policlinico Gemelli, dove era ricoverato da due settimane, Roberto Martinelli. Aveva 82 anni.  Penna della cronaca giudiziaria italiana, considerato il fondatore del moderno servizio di informazione sui processi in Italia, Martinelli è stato vicedirettore del Corriere della Sera e capo della redazione romana della Stampa, nonché inviato del Giorno e collaboratore dell’Espresso. Per tanti anni editorialista del Messaggero.

“La professione del giornalista è cambiata – diceva Martinelli – Un tempo eravamo noi a rubare le carte. Oggi il pm te le passa e decide lui che cosa devi pubblicare”. E riconoscendo le “colpe” dei giornalisti, puntava il dito contro “l’intimidazione che deriva da certe azioni giudiziarie strumentali”, perché “fa sì che quel che resta della libertà di stampa venga sepolto per sempre”.

E’ stato consigliere dell’Inpgi e presidente onorario del Premio per il giornalismo di inchiesta “Giustizia e verità – Franco Giustolisi”. 

Negli ultimi tempi Roberto Martinelli aveva anche tenuto numerosi corsi di giornalismo, collaborando con l’Ordine dei giornalisti sul fronte dei problemi legati alle querele.

I funerali si svolgeranno oggi alle 11.30 a Roma nella cappella del Don Orione in via della Camilluccia 112-120.