CDN 21-22 FEBBRAIO 2019

A cura di Laura Trovellesi Cesana
e Maria Annunziata Zegarelli

Il direttore di una testata on line è sempre tenuto al controllo della veridicità delle notizie pubblicate e ne risponde sotto il profilo disciplinare.
Il direttore di un quotidiano online, così come il direttore della carta stampata, è tenuto al controllo di tutte le notizie pubblicate e ne risponde davanti ai lettori e alle norme che regolano la professione del giornalista. Come afferma anche la Cassazione, infatti, “il giornalista, prima di pubblicare una notizia, ha l’obbligo professionale di accertare la veridicità della stessa, tanto più se la notizia è di particolare gravità e idonea a suscitare allarme non solo nella pubblica opinione ma anche nelle autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico” (Corte di Cassazione – Sezione I penale – Sentenza 22 maggio 2012 n. 19367). Nel caso in esame era stata pubblicata su un quotidiano online una notizia su un presunto allarme aviaria e il conseguente abbattimento di un intero allevamento di galline. Si trattava di notizia rilevatasi completamente infondata e che aveva procurato allarme tra i cittadini. Il direttore della testa online, procedendo alla pubblicazione di informazioni non verificate, contribuendo così alla creazione di “fake news” che restano in rete per mesi, anche dopo la rettifica, ha violato l’art. 2 della L. 69/1963 che stabilisce l’“obbligo inderogabile di rispettare sempre la verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede”, nonché l’art. 9, comma 4°, del Testo Unico dei doveri del giornalista, che impegna l’iscritto a controllare “le informazioni ottenute per accertarne l’attendibilità”.

CDN 22 febbraio 2019, n. 7/2019 – Presidente Giovanni Battista Faustini – Relatrice Laura Verlicchi – Rigettato il ricorso contro delibera del Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine del Trentino Alto Adige e confermati n. 2 mesi di sospensione.

Le precedenti sanzioni a carico di un giornalista non possono essere considerate circostanze aggravanti
I precedenti disciplinari di un giornalista non possono essere tenuti in considerazione nel corso della valutazione di una presunta violazione né al momento di deliberare una nuova sanzione. Infatti, come già stabilito dal Cdn con delibera del 24 novembre 2016 n. 47 “in base alle norme in vigore, il riferimento ai precedenti disciplinari può servire genericamente solo ad inquadrare la personalità e le abitudini del ricorrente, ma non può essere utilizzato come situazione aggravante della condotta”. Nel ricorso in esame, i giudici di primo grado avevano ritenuto “un aggravante” i precedenti disciplinari del direttore di un quotidiano online più volte sanzionato per omesso controllo sulle notizie pubblicate.

Cdn 22 febbraio 2019, n. 8/2019 – Presidente Giovanni Battista Faustini – Relatrice Laura Verlicchi. Confermata la sanzione dell’avvertimento inflitta dal Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine del Trentino Alto Adige.

Illegittima la delibera che nel dispositivo richiama un comportamento sanzionato in precedenza
Nel pronunciare la delibera relativa a un comportamento sanzionabile sotto il profilo disciplinare i Cdt sono tenuti a fare riferimento soltanto alla contestazione contenuta nel capo di incolpazione. Nel caso in questione il riferimento ad un fatto totalmente diverso da quello oggetto di contestazione nel dispositivo finale – al direttore di un quotidiano on line si contestano violazioni deontologiche contenute in un articolo ma poi nel dispositivo finale si fa riferimento ad un diverso articolo per il quale era già stato sanzionato – rende inemendabile l’errore commesso che in ogni caso non è stato prontamente corretto dal Consiglio di disciplina territoriale interessato.
Cdn 22 febbraio 2019, n. 9/2019 – Presidente Giovanni Battista Faustini – Relatrice Laura Verlicchi. Annullata la sanzione della censura inflitta dal Consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine del Trentino Alto Adige.

Il direttore risponde delle notizie andate in onda o pubblicate e viene sanzionato disciplinarmente se con l’omesso controllo contribuisce alla diffusione di informazioni destituite di fondamento
Il direttore di una testata giornalistica risponde di tutti i contenuti redazionali del prodotto editoriale. Nel caso in esame era stato contestato al direttore responsabile di un’emittente locale, oltre alla mancata comunicazione dell’indirizzo PEC e all’inottemperanza alla sospensione contenuta in una precedente delibera del CDT, di aver permesso, all’interno di due edizioni del telegiornale, la diffusione di informazioni prive di fondamento, che avevano suscitato allarme nei telespettatori, con un servizio realizzato da persona non iscritta all’Albo dei giornalisti. Nel servizio in questione si sosteneva che il valore della magnitudo dei terremoti, verificatisi nel Centro Italia, sarebbe stato attenuato dalle fonti ufficiali, su pressioni del Governo, al fine di evitare il risarcimento danni ai privati.

Cdn 22 febbraio 2019, n.10/2019 Presidente Giovanni Battista Faustini – Relatore Massimo Duranti. Confermata la sanzione a 12 mesi di sospensione inflitta dal CDT delle Marche.

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