A cura di Laura Trovellesi Cesana 
e Maria Annunziata Zegarelli

DOVERI DEL DIRETTORE. OBBLIGO DI SORVEGLIANZA E CONTROLLO A FINI DISCIPLINARI SULLE DIRETTIVE DA LUI IMPARTITE. È RESPONSABILE DELLE CONDOTTE DEL COORDINATORE DELLA REDAZIONE (FIGURA PREVISTA NEL CONTRATTO AERANTI-CORALLO) CHE NON PUÒ SOSTITUIRSI AL DIRETTORE RESPONSABILE ESERCITANDO IN SUA VECE LE SUE FUNZIONI

Al direttore responsabile va ricondotto anche l’obbligo di sorveglianza e controllo a fini disciplinari sulle condotte tenute dai giornalisti della redazione della quale è responsabile. Da ciò discende la necessità che tale controllo si estrinsechi in una costante opera di vigilanza sull’osservanza delle direttive da lui impartite. Non è sufficiente, dunque, come nel caso analizzato, interessarsi all’attività della redazione; promuovere innovazioni tecnologiche; essere perfettamente a conoscenza dei servizi giornalistici che vengono realizzati per assolvere ai compiti riconducibili alla figura del direttore, se, in particolare, si prende le distanza da provati comportamenti vessatori e degradanti messi in atto ai danni dei giornalisti dal coordinatore della redazione (figura prevista nel contratto Aeranti-Corallo) nel dare seguito proprio alle direttive impartite dal Direttore. Nella fattispecie, inoltre, l’esistenza di una sola figura di coordinatore di redazione quale unico corpo intermedio tra la redazione composta per lo più da giovani (aspiranti) giornalisti e il direttore responsabile (a sua volta anche editore di un articolato gruppo televisivo) impone a quest’ultimo il dovere di esercitare con carattere di continuità le funzioni di Direttore al fine di garantire il corretto svolgimento dell’attività della testata. Dovere che non può dirsi ottemperato con il ricorso all’istituto della delega (peraltro non formalizzata) affidata al coordinatore di redazione. Nel caso esaminato, infine, la riduzione della sanzione è stata determinata dalla mancanza dei mezzi di prova circa un’altra violazione deontologica contestata all’incolpato in tema di commistione tra informazione e pubblicità.

C.D.N. 19 febbraio 2020, n. 4 – Vice Presidente e relatrice Laura Trovellesi Cesana. – Respinto, con riduzione della sanzione, il ricorso avverso la delibera del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine del Veneto (sanzione: da sette a tre mesi di sospensione).

 

DIRITTO DI CRONACA. NON È SANZIONABILE IL GIORNALISTA CHE RACCOGLIE E PUBBLICA UN’ESTERNAZIONE SPONTANEA RESA DA UN SOGGETTO NELL’ESERCIZIO DELLA SUA FUNZIONE PROFESSIONALE IN UN CONTESTO PUBBLICO ALLA PRESENZA DI ALTRE PERSONE

Il giornalista che riporta nel suo servizio quanto pubblicamente affermato da un soggetto nell’esercizio delle sue funzioni professionali davanti ad altre persone non commette alcuna violazione deontologica. La scelta del cronista di non qualificarsi, seppur presente insieme ad altri nel momento della spontanea esternazione, se non compromette, come nel caso esaminato, la possibilità di acquisire gli elementi per una completa e, dunque, corretta informazione sull’accaduto, come previsto dall’art. 2, lett. b) del Testo Unico dei doveri, non è sanzionabile. Nella fattispecie il giornalista non aveva origliato una conversazione privata, ma aveva raccolto, registrando per poi riportare pedissequamente, quanto un responsabile comunale aveva riferito, in un contesto aperto al pubblico, circa un fatto di interesse rilevante per i cittadini ossia i rapporti tra il Comune al centro della vicenda e un gruppo di nomadi abitanti nei pressi di una spiaggia fluviale gestita dalla stessa amministrazione. Peraltro la veridicità di tali dichiarazioni non era stata messa in discussione dal soggetto autore dell’esternazione – non sollecitata dal cronista – non avendo lo stesso mai chiesto la rettifica in termini di legge e avendo addirittura utilizzato la registrazione effettuata dal cronista nell’udienza penale, in cui era coinvolto, proprio sulla vicenda dei rapporti fra il Comune e i nomadi. Il giornalista ha agito rispettato le condizioni previste dal diritto di cronaca: verità dei fatti, interesse pubblico alla loro diffusione e continenza espressiva.

C.D.N. 19 febbraio 2020, n. 5 – Vice Presidente Laura Trovellesi Cesana. – Relatrice Laura Verlicchi. Accolto il ricorso avverso la delibera del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine del Lazio (sanzione: avvertimento).

 

IL DIRETTORE RISPONDE DI QUANTO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO DI CUI È RESPONSABILE

Il direttore responsabile è sempre tenuto al controllo di quanto viene pubblicato ed è sempre chiamato a rispondere del contenuto degli articoli se questi sono scritti da soggetto non iscritto all’Ordine dei giornalisti. Il Cdn ha confermato la sanzione emessa in primo grado al direttore di un quotidiano che giustificava i toni – in contrasto con l’art. 9 del Codice di deontologia e con la Carta di Roma recepita nell’art. 7 del Testo unico dei doveri del giornalista – usati da un ex magistrato per giustificare la richiesta dell’allora ministro degli Interni, Matteo Salvini, di censire tutti i rom, come il voler essere “fuori dal coro” e nell’ambito della libertà di espressione e del diritto di critica, necessariamente, dunque, con toni decisi, anche shoccanti, inquietanti. Il Direttore si era giustificato dicendo di aver letto l’articolo solo dopo la pubblicazione, conoscendo l’autorevolezza di chi lo aveva scritto.

C.D.N. 19 febbraio 2020, n. 6 – Vice Presidente Laura Trovellesi Cesana – Relatore Massimo Duranti – Confermata la censura inflitta dal Consiglio di disciplina territoriale dell’Emilia Romagna.

 

CONDOTTA DEL DIRETTORE. TUTTI I GIORNALISTI, SENZA DISTINZIONE DI RUOLO O INCARICO O POSIZIONE GERARCHICA ATTRIBUITA, HANNO PARI DIGNITÀ E SONO TENUTI ALLA SOLIDARIETÀ E AL RISPETTO RECIPROCO. LA FUNZIONE APICALE NON GIUSTIFICA ECCEZIONI.

Tutti i giornalisti hanno il dovere di promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi e dallo stesso articolo 2 della Legge n. 69/1963, dal quale questo precetto è espressamente indicato, discende anche che tutti i giornalisti, senza distinzione di ruolo o incarico o posizione gerarchica attribuita, hanno pari dignità e sono tenuti alla solidarietà e al rispetto reciproco. Ciò vale per di più per il Direttore responsabile che, anche per il suo ruolo di garanzia tra redazione ed editore, ha precise responsabilità proprio in forza di quei poteri che la funzione gli attribuisce. Facoltà legittime ma che non possono superare il limite del rispetto reciproco dovuto tra colleghi pur all’interno di una realtà gerarchicamente ordinata, non potendo considerarsi certamente neutre le modalità attraverso le quali il direttore esercita le sue prerogative. Nel caso esaminato, il Direttore di un settimanale aveva convocato, senza preavviso, una riunione di redazione per dare pubblica lettura di parti di una sentenza con la quale il giudice del lavoro aveva dato torto alla redattrice che aveva intentato la causa contro l’editore per dequalificazione professionale e anche mobbing. Redattrice che fu chiamata ad assistere alla riunione. La legittimità di chi ricorre a un’autorità altra, in questo caso il giudice del lavoro, perché ritiene di aver subito la violazione di un proprio diritto, non può essere considerato un gesto tale da giustificare la decisione del Direttore. Nell’adire la giustizia ordinaria la redattrice ha accettato il rischio di poter vedere il suo ricorso rigettato, ma tra gli ulteriori effetti non può esservi certo contemplato quello di ritrovarsi per volontà del suo Direttore ad incarnare pubblicamente il torto davanti ai colleghi.

C.D.N. 19 febbraio 2020, n. 7 – Vice Presidente e relatrice Laura Trovellesi Cesana. Respinto il ricorso avverso la delibera del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’Ordine della Lombardia (sanzione confermata: censura).

 

LE ECCEZIONI PREVISTE DALLA CARTA DI TREVISO. L’INTERESSE AL RITROVAMENTO DI UN MINORE SCOMPARSO È PRIORITARIO RISPETTO ALLA TUTELA DELLA PRIVACY

La Carta di Treviso impone la tutela del minore anche a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori ma sono previste alcune eccezioni. Tra queste, se, «nell’interesse del minore, esempio i casi di rapimento o di bambini scomparsi, si ritiene indispensabile la pubblicazione di dati personali e la divulgazione di immagini, andranno tenuti comunque in considerazione il parere dei genitori e delle autorità competenti» (punto 8). Se un giornalista, dunque, pubblica i dati personali di un minori e la sua foto, non commette violazione deontologica. Nel caso preso in esame dal Cdn nazionale, il giornalista autore dell’articolo aveva ricevuto il consenso dei genitori alla pubblicazione, genitori che si erano rivolti a lui per lanciare un appello sul quotidiano per coadiuvare le ricerche degli investigatori.

C.D.N. 19 febbraio 2020, n. 8 – Vice Presidente Laura Trovellesi Cesana – Relatrice Laura Verlicchi. Accolto il ricorso avverso la delibera del Consiglio di disciplina territoriale del Trentino Alto Adige (sanzione: avvertimento).

 

NON VIOLA ALCUN DOVERE DEONTOLOGICO IL GIORNALISTA INCARICATO DAL DIRETTO VERTICE REDAZIONALE DI ELABORARE UN ARTICOLO RELATIVO A UN EVENTO A CUI PARTECIPA A TITOLO PERSONALE

Non viola alcun principio deontologico il giornalista che è stato incaricato dal proprio caposervizio o caporedattore di scrivere un articolo relativo ad un evento mondano a cui partecipa a titolo personale, per via di attività di volontariato che lo portano in contatto con le istituzioni e i suoi rappresentanti. Nel caso preso in esame il Cdn ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per la violazione degli articoli 2 e 48 della legge professionale in relazione ai principi di cui al Testo Unico dei doveri del giornalista del 27 gennaio 2016 (art. 1: doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede; art. 2, lett. e): divieto di accettare elargizioni sotto qualsiasi forma per non condizionare l’autonomia e la credibilità; art 10, lett. a): informazione corretta e sempre distinta dal messaggio pubblicitario). Svolgere attività di volontariato e avere contatti con rappresentanti istituzionali non può impedire ad un giornalista di scrivere articoli di cronaca – nella fattispecie sul compleanno del sindaco – tanto più se questi vengono chiesti da un capo servizio o da un caporedattore, all’improvviso e nel corso della serata stessa, annunciandone la pubblicazione immediata sul giornale.

C.D.N. 19 febbraio 2020, n. 9 – Vice Presidente Laura Trovellesi Cesana – Relatrice Maria Annunziata Zegarelli – Annullata la delibera del Consiglio di disciplina territoriale del Veneto (sanzione: avvertimento)

 

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