Autore: Giorgio Campanini

Editore: Studium (2021), pag. 117, Euro 13,00

Nella storia delle idee del Novecento, Guido Gonella (1905-1982) occupa un posto del tutto particolare – come ricorda Giorgio Campanini, in queste pagine – per il ruolo svolto come “traghettatore” dell’opera e della visione politica di Alcide De Gasperi, dal particolare clima degli anni del ventennio fascista alla nuova realtà dell’Italia del secondo dopoguerra. Gonella, infatti, è una figura di primo piano dell’opposizione al fascismo (fu fra i non molti cattolici finiti in carcere, come lo fu De Gasperi), soprattutto per la risonanza che ebbero, anche all’estero, i suoi “Acta diurna”, una delle poche voci libere nell’Italia di quel tempo. Di Gonella rigoroso antifascista e fine politico, nonché lucido ed efficace uomo di governo, la storiografia – scrive Campanini – si è a più riprese occupata, soprattutto con riferimento al ruolo svolto nella Democrazia Cristiana e, poi, in vari governi, con la messa in evidenza del suo apporto al rinnovamento della scuola e alla riorganizzazione della giustizia, dopo i guasti del regime.

Questo volume intende, dunque, offrire un contributo alla riscoperta della sua figura, soprattutto come pensatore politico, attento al confronto con la modernità e, nello stesso tempo, impegnato nel mantenimento in vita della tradizione di pensiero, rimasta a lungo

in ombra. Tradizione legata alla lezione di Tommaso d’Aquino e a quella di Antonio Rosmini. Gli anni degli studi universitari delineano le fondamentali coordinate sulle quali si è articolata la sua riflessione teoretica e il suo impegno politico. La laurea in filosofia conseguita nel 1928 all’Università Cattolica del S. Cuore, da poco fondata a Milano, con una tesi, rimasta inedita, su “La filosofia di Charles Maurras e la critica dell’individualismo”, è testimonianza del suo precoce interesse per le tematiche politiche, così come la laurea in giurisprudenza, conseguita a Roma, con una tesi su “La filosofia del diritto secondo Antonio Rosmini” (pubblicata nel 1934) rivela la sua attenzione ai problemi del diritto. In una testimonianza, riportata nel numero speciale de “Il Popolo” (23 dicembre 2005), per i 100 anni della nascita di Gonella, è ricordato che la Costituzione è stata una sua “compagna di viaggio”: da prima della sua stesura, quando giovane intellettuale cattolico, studioso di diritto, avversario della dittatura, partecipava con altri giovani, come lui, alla definizione dell’universo di principi che sarebbero poi stati trasferiti negli articoli della Carta.

La ricostruzione della figura di Gonella, da parte di Campanini, è divisa in due parti: nella prima (“Profilo di insieme”) sono definite le fonti del suo pensiero politico, la giovanile tesi su Maurras, i momenti e i luoghi della formazione internazionalistica e la personale visione per il “cattolicesimo liberale”; nella seconda, sono raccolte tre sue biografie: dal “Dizionario biografico degli Italiani”, dal “Dizionario storico del Movimento cattolico” e dalla “Enciclopedia della persona”. Da notare che le tre biografie sono sensibilmente diverse fra loro. Con l’avvertenza che quella al primo posto, per la sua ampiezza, è presentata nella sua completezza, mentre alle altre due sono stati apportati alcuni ritocchi, per evitare evidenti sovrapposizioni.

In appendice, è riportata una parte della sua tesi di laurea sulla filosofia di Charles Maurras (“La Chiesa dell’ordine”). Questa ricerca ben strutturata sulla figura di Guido Gonella, è lo spunto per ricordare la sua attività giornalistica. Gonella fu il primo Presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, istituito con Legge 3 febbraio 1963, n.69. Nel 1928, fu direttore della rivista “Azione fucina” della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI); successivamente diresse il periodico “Studium” e fondò la “Rassegna internazionale di documentazione”. Negli anni Trenta collaborò con “L’Osservatore Romano” e con “L’Illustrazione vaticana” (1930-1938). Monsignor Montini, il futuro Papa Paolo VI, gli affidò su “L’Osservatore” la rubrica “Acta diurna”, che divenne – negli anni dei totalitarismi – una centrale di notizie provenienti da ogni parte del mondo. Gonella si documentava personalmente sulla stampa estera e forniva ai suoi lettori un panorama completo della situazione internazionale, cosa che i giornali italiani non potevano offrire, vincolati dalle maglie della censura. Gonella, però, era sotto controllo della polizia politica, per sospetto antifascismo. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale rappresentò una svolta: il 3 settembre 1940 fu arrestato e condotto a Regina Coeli; liberato dopo pochi giorni, potè rientrare nella redazione de “L’Osservatore”, ma gli fu interdetto l’insegnamento nelle Università italiane. A causa dei continui ostacoli, frapposti dal regime all’approvvigionamento di notizie, nel 1940 Gonella chiuse la sua popolare rubrica sul quotidiano vaticano.

Nel dopoguerra l’attività politica nella Democrazia Cristiana divenne prevalente, pur senza abbandonare quella giornalistica: un certo numero di articoli de “L’Osservatore Romano”, riguardanti la ricostruzione post-bellica, furono pubblicati proprio a sua firma.

Giorgio Campanini, già professore di Storia delle dottrine politiche, sociologo e storico, è studioso del pensiero cattolico dell’Ottocento e del Novecento.

 

 

 

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