Autore testi: Emanuele Mùrino

Credits fotografici: Mauro Panci

Coordinatore del progetto: Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale-Polizia di Stato

 

“Una parte importante della storia della Polizia di Stato ha viaggiato sulle strade italiane. Automobili, motociclette, autocarri e veicoli speciali, portano le insegne e i colori della nostra Istituzione attraverso città, paesi, zone montuose, profili collinari, distese di campagna e vie costiere, hanno legato la loro presenza a ricordi che restano indelebili nella memoria del Paese”. Così il capo della Polizia Franco Gabrielli, nella sua introduzione al volume.

“La lunga strada insieme” racconta trentotto esemplari: sei motociclette, un cingolato, tre autocarri e un furgone leggero, uno scooter elettrico e ventisei auto, di cui due elettriche. L’obiettivo era uscire dallo schema del mero libro illustrato, per realizzare un’opera che fosse un tributo all’impegno della Polizia di Stato, celebrato attraverso il ricordo dei suoi mezzi, a due e a quattro ruote. Per questo è stata scelta una filosofia editoriale differente: raccontare i mezzi seguendo la logica del loro impiego operativo. Un obiettivo raggiunto senza mai perdere di vista il ruolo istituzionale dell’editore, la Polizia di Stato.

Nell’immaginario collettivo, quando si pensa a una “pantera”,  il ricordo va all’Alfa Romeo “Giulia Super 1600”, indimenticabile protagonista in livrea verde di spettacolari inseguimenti, fino a diventare “protagonista” di un genere cinematografico, quello poliziesco, in voga tra gli anni Sessanta e Settanta del 1900. Oppure si rivolge alla capostipite, quell’Alfa Romeo 1900 TI Super “Speciale” che ricordava  esteticamente la sagoma e gli occhi del felino.

Sono loro le Volanti più note e più apprezzate da chi porta la divisa, da chi ama le automobili, da chi è animato da sentimenti di stima, di affetto e di riconoscenza verso la Polizia di Stato.

Tra le sportive, spicca l’Alfa Romeo “2600 Sprint” in grigioverde. Per l’epoca, era un concentrato di tecnologie e anche lei fu “arruolata” dal cinema. Negli anni Ottanta, la “Giulietta 1.6” fu scelta come “Pantera” in virtù della sua coda tronca che favoriva maggiore agilità nei centri urbani. E poi l’Alfasud, che fu “pantera” in varie serie e motorizzazioni, vettura storica per l’industria italiana dell’auto: fu lei a inaugurare il sito produttivo dell’Alfa Romeo a Pomigliano d’Arco. Altrettanto importante, nella storia delle “pantere” la Fiat “Marea”: è su questa volante che fu introdotto il divisorio in policarbonato tra i sedili anteriori e quelli posteriori, che erano riservati ai fermati.