È stato presentato oggi a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il Regolamento in materia di contrasto all’hatespeech nelle trasmissioni radio-televisive, recentemente deliberato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Il regolamento – preceduto da una consultazione pubblica alla quale hanno partecipato le associazioni di settore, rappresentanti della società civile e delle imprese e al quale ha dato un importante contributo l’Ordine dei Giornalisti – intende fornire un quadro più definito di norme finalizzate al contrasto alle espressioni d’odio, secondo i principi delle normative italiane ed europee in materia volti a contrastare forme di discriminazione basate sulla costruzione e diffusione di stereotipi, generalizzazioni decontestualizzate di singoli episodi di cronaca che possono ledere la dignità di singole persone associate ad una categoria oggetto di discriminazione.

“Non si intende qui comprimere la libertà di chi vuole esprimere, anche con asprezza, la propria opinione, ma il nostro faro è la Costituzione della Repubblica che, all’articolo 3, fa riferimento ai principi di uguaglianza e non discriminazione, principi che spesso vengono violati con linguaggi violenti, soprattutto da quando le nuove tecnologie hanno espanso a dismisura le capacità di comunicazione”, ha detto Carlo Verna, Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. L’Ordine, ha aggiunto, “è attento e vigila su tutte quelle espressioni che violano i principi della dignità umana ma il suo campo di intervento è definito dalla legge istitutiva della professione giornalistica. Gli iscritti all’Ordine rispondono alla legge 69/1963, una normativa che necessita di essere rivisitata e su cui abbiamo presentato proposte; sono altresì in corso iniziative per l’aggiornamento delle carte deontologiche”.

“I giornalisti sono chiamati all’osservanza delle loro carte deontologiche e il mancato rispetto comporta l’intervento sanzionatorio che, ovviamente, spetta all’Ordine come da legge, mentre per gli altri soggetti della comunicazione – ha concluso Verna – interviene l’Autorità, secondo le procedure che adesso trovano adeguata sistemazione nel regolamento.”

“Secondo molte statistiche – ha detto poi il Commissario Antonio Nicita – negli ultimi anni in molti Paesi si è assistito ad un preoccupante incremento dei fenomeni di discriminazione basata su etnia, genere, orientamento sessuali, condizioni personali. Di qui la necessità di porre maggiore attenzione al fenomeno, pur nel pieno rispetto della libertà d’espressione”. Nicita ha poi aggiunto che “non esiste alcuna contrapposizione tra libertà d’espressione ed espressioni d’odio. Il nostro slogan è ‘ci sono tante parole, scegliamo quelle giuste’, quelle cioè che non ledano la dignità umana, grazie a stereotipi o generalizzazioni decontestualizzate”.

Nel corso della presentazione sono intervenuti: Benedetta Liberatore, direttrice Contenuti Audiovisivi dell’AgCom,   ha illustrato il regolamento e il contesto europeo ponendo particolare attenzione al tema  delle piattaforme e dei prodotti audiovisivi. Alessandra Torchia, dirigente Cnog, ha illustrato il percorso di collaborazione con l’Autorità e come le  indicazioni e i suggerimenti dell’Ordine siano stati accolti nella elaborazione del Regolamento. Roberto Natale, coordinatore comitato tecnico scientificoArticolo21, Ringrazia l’Ordine per lo spirito di collaborazione con cui ha affrontato il problema  e l’AgCom per l’azione che svolge sul linguaggio di odio. “Oggi in Italia è stato già superato il livello di guardia nell’hatespeech.” Paola Spadari, presidente OdG Lazio,  sottolinea come   su questi temi occorra andare avanti  anche con “iniziative di formazione professionale per i giornalisti in collaborazione con AgCom.  Nel Lazio vi sono contesti che denotano un aggravarsi della situazione su questi argomenti.”

All’iniziativa erano presenti la vice presidente del Cnog Elisabetta Cosci, il segretario Guido D’Ubaldo, il tesoriere Nicola  Marini,  la presidente dell’Ordine del Lazio Paola Spadari e Roberto Natale coordinatore del comitato tecnico scientifico di Articolo21.