Sono 120 i deputati e senatori di quasi tutti gli schieramenti che hanno sottoscritto un appello contro “la chiusura della storica redazione romana del Giornale”, ormai imminente visto che la data ultima “concessa” dall’editore Paolo Berlusconi e’ il prossimo 5 giugno.

“Una perdita per tutti”, si legge nella lettera-appello dei parlamentari che si dicono “preoccupati per uno spazio di cronaca, riflessione, opinione, racconto della vita pubblica che – al di la’ delle idee politiche – non c’e’ piu'”.

A sottoscrivere l’appello quasi tutti i partiti. Ben 51 parlamentari del Pd, tra cui il presidente dem Matteo Orfini, il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, il capogruppo al Senato Andrea Marcucci e, tra gli altri, Francesco Boccia, Stefano Ceccanti, Valeria Fedeli, Emanuele Fiano, Roberto Giachetti, Lorenzo Guerini, Alessia Morani, Andrea Orlando, Filippo Sensi. Sono 50, invece, le firme di Fratelli d’Italia. Tra queste, quelle di Giorgia Meloni, dei vicepresidenti di Camera e Senato Fabio Rampelli e Ignazio La Russa e dei due capigruppo Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani. Poche le firme della Lega (tra cui quella del sottosegretario agli Esteri Guglielmo Picchi) e nessuna dal M5s. Anche da Forza Italia sostegno in forma ridotta. Solo 5 le firme: Deborah Bergamini, Renato Brunetta, Alessandro Cattaneo, Paola Binetti e Antonio De Poli. Solidarieta’ anche dai due capigruppo di Leu Federico Fornaro e Loredana De Petris e dall’ex viceministro Stefano Fassino. Molte adesioni anche dal gruppo Misto, tra cui il presidente dei deputati Manfred Schullian.

Tutti definiscono la scelta del Giornale di chiudere la redazione di Roma “una sconfitta per tutti quelli che credono nel ruolo fondamentale del pluralismo”.