(Una ricerca dell’Unione nazionale giornalisti pensionati)

Autore: Laura Rizzi (a cura di)

Editore: All Around (2022) ,Pag. 93, Euro 12,00

 

Nelle note introduttive di questo pamphlet, pubblicato nella collana “Studi” della Fondazione sul giornalismo “Paolo Murialdi”, Laura Rizzi evidenzia che l’analisi dei dati si basa sugli esiti di un sondaggio on-line predisposto dall’UNGP (Unione Nazionale Giornalisti Pensionati). La compilazione del questionario da parte di 884 destinatari ha consentito l’approfondimento delle diverse tematiche. L’obiettivo dell’indagine era quello di approfondire diversi aspetti inerenti l’appartenenza, la collaborazione e la partecipazione alle attività del sindacato e dell’UNGP, oltre alle propensioni verso diverse modalità di collaborazione e attività, dopo il pensionamento. Il dettaglio degli aspetti indagati è verificabile nelle domande riportate in appendice. La compilazione del questionario ha consentito, altresì, la costruzione automatica del database utilizzato nell’analisi statistica,  caratterizzata principalmente da un’indagine descrittiva delle distribuzioni di frequenze delle diverse tipologie di risposte. L’analisi propone anche indagini descrittive, distinte per sottogruppi di rispondenti, definiti sulla base di diversi aspetti, quali l’iscrizione al sindacato, la partecipazione o i contatti con l’UNGP, l’anzianità in quiescenza, il genere. Obiettivo è quello di verificare eventuali associazioni tra aspetti diversi dei rispondenti. Le sezioni finali del rapporto riguardano approfondimenti specifici a livello provinciale, dedicati ai rispondenti non iscritti all’UNGP o a quelli che hanno optato per rimanere anonimi. Il questionario, infine, prevede una domanda aperta terminale, dedicata all’inserimento di suggerimenti, commenti o considerazioni.

Note conclusive. Il campione dei rispondenti è rappresentato in prevalenza da colleghi con età media 70 anni, in pensione da più di 5 anni. Il primo aspetto è relativo al fatto che la maggior parte dei rispondenti di entrambi i sessi sono iscritti al sindacato. Altro dato è che tra i partecipanti agli eventi la netta maggioranza (79,8%) ha giudicato l’attività svolta dall’UNGP nella regione “molto valida” o “soddisfacente”. E’ sottolineato che la maggioranza dei rispondenti ha svolto la propria occupazione nel settore dei quotidiani e settimanali/periodici, occupandosi prevalentemente di cronaca locale o politica, per i colleghi; di cultura, per le colleghe. Inoltre, la maggioranza dei rispondenti ha dichiarato di mantenersi aggiornati, mentre il 65,4% afferma di non svolgere alcuna attività professionale. In merito alla propensione a collaborare, buona parte si è dichiarata disponibile, indicando prevalentemente il settore della formazione o degli eventi e ricerche.

Raffaele Lorusso, Segretario generale FNSI, nella premessa, ricorda che può sembrare singolare che un organismo rappresentativo di pensionati si interroghi, con una indagine al suo interno, sul futuro della professione. Ma non lo è affatto se si considera che l’UNGP non è una struttura sindacale separata dalla Federazione della Stampa, ma ne è un organismo di base che fa valere nelle istanze federali, a tutti i livelli, nazionale e territoriale, le peculiarità di una parte non marginale della categoria. Si tratta di colleghi che, ancorché in pensione, continuano ad assicurare un contributo importante di professionalità, a dimostrazione di come la Federazione della Stampa, che sin dal 1908 è il sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani, abbia sempre voluto rappresentare con stessi diritti e stessi doveri tutti i giornalisti, sia attivi che pensionati. I dati di questa indagine confermano anche l’esistenza  della continuità professionale. Il 92,3% dei giornalisti pensionati continua ad aggiornarsi e a mantenere contatti con i colleghi in attività e molto alte sono le percentuali di partecipazione a iniziative di informazione, a eventi di sensibilizzazione e di formazione. Né va trascurato che oltre il 66% dei colleghi pensionati si dichiara disponibile a mettere a disposizione del sindacato la propria competenza ed esperienza.

Guido Bossa, Presidente UNGP, a sua volta, in relazione allo smart working, determinato dalla pandemia, ritiene che nel lento ritorno alla normalità le redazioni non si ricostituiscono com’erano prima. In qualche caso si arriva a prevedere un numero di postazioni fisse inferiore all’organico delle redazioni o dei servizi i cui ranghi sono stati ridotti, con la conseguenza di una polverizzazione del lavoro. “C’è il rischio, scrive Vittorio Roidi, di smarrire il carattere di ‘opera collettiva’, che il giornale – di carta, radiofonico, televisivo oppure on line – ha sempre avuto e che rappresenta un valore intellettuale a cui non si deve rinunciare”. Un rischio accentuato perché si ha l’impressione che l’improvvisazione e non una seria programmazione degli interventi abbia determinato la nuova organizzazione del lavoro. Non si tratta di conservatorismo, sostiene Bossa, ma di rivendicazione della specificità del lavoro, che deriva e si alimenta anche nella struttura delle redazioni.

A commento dei dati rilevati, gli interventi di: Patrizia Disnan, Stefanella Campana e Claudio Mazza dell’Esecutivo UNGP; Ottavio Rossani, Presidente del Collegio dei Revisori dei conti UNGP; Virgilio Squillace, Tesoriere UNGP.

Laura Rizzi è ricercatrice in Econometria dell’Ateneo di Udine e docente dei corsi di Econometria di base e avanzati.

STAMPA QUESTA PAGINA